Marmellata di Mirtilli di Antonietta La ricetta

Quando i mirtilli si comprano si va a chili, ma quando si raccolgono in montagna, capita di raccoglierne meno di un chilo. Puoi tranquillamente adattare la ricetta della Marmellata di Mirtilli sando gli ingredienti in proporzione considerando che io uso per ogni chilo di mirtilli 300 grammi di zucchero di canna.

Gli strumenti del mestiere (foto di Marco Cockings, che dopo lo scatto ha restituito il materiale ma non la marmellata)

Necessario:

  • una pentola di acciaio a fondo spesso (Perchè d’acciaio? La marmellata necessita di una cottura lenta a temperatura non troppo elevata e l’acciaio che ha bassa conducibilità la garantisce.)
  • un cucchiaio di legno per rimestare
  • un paio di pinze (per invasare e prendere i vasetti )
  • un robusto guantone da forno (per non bruciarti prendendo i vasetti…)
  • un canovaccio per chiudere i vasetti (sempre per non bruciarti)
  • mestolo piccolo (per invasare)
  • vasetti sterilizzati

Come sterilizzare i vasetti? Io uso la sterilizzazione nel forno: dopo avere lavato vasetti e coperchi, li metto ad asciugare in forno a 100 gradi, poi prelevo barattoli e tappo con le pinze al momento di invasare la marmellata.

Procedimento
Dopo aver sciacquato i mirtilli elimino l’acqua in eccesso mettendoli per qualche minuto nello scolapasta. Verso in pentola insieme allo zucchero.
Lascio cuocere a fuoco lento per un’ora, un’ora e mezza rimestando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.

Per capire se la marmellata è pronta uso questo metodo: verso un cucchiaino di marmellata su un piattino messo per qualche minuto in freezer a raffreddare. Se inclinando il piattino, la marmellata cola lentamente allora è pronta per essere invasata.

Con le pinze prelevo un vasetto e il relativo coperchio dal forno. Con un mestolo metto la marmellata calda nei vasetti: calda la marmellata, caldi i vasetti.

E non importa se un po’ ti bruci, ne vale la pena e lo scoprirari una volta che hai aperto il primo vasetto!

Antonietta

Ci sono mille gite adatte a questa ricetta, quella che me ne ha fatto venire voglia è Punta Ramiere, in Alta Val Susa.
Randagia