Attratta io dal fascino di Napoli, il socio dai prezzi convenienti di Italo, decidiamo di percorrere il trekking della Costiera Amalfitana a novembre. Di solito novembre è un periodo in cui ancora si riesce a fare il bagno, ma non nel 2017. Quest’anno infatti la grande siccità che ha colpito tutta Italia ha deciso di cessare in concomitanza con la nostra partenza.

Non si è trattato solo di due gocce. Positano è stata vittima di un’alluvione: le ingenti piogge sono state solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, già colmo dagli incendi di agosto e dall’incuria della regione (secondo Legambiente la Campania ha il primato di cemento selvaggio: il 20% delle infrazioni italiane è qui).

Non abbiamo incontrato altri escursionisti che facessero lo stesso percorso, gli unici tratti in cui abbiamo avuto compagnia sono quelli più pubblicizzati come il “sentiero dei limoni”, una passeggiata su un sentiero balcone quasi del tutto lastricato, o il “sentiero degli dei” verso Positano.

Primo Giorno: Salerno by night o quasi

Arriviamo a Salerno nel pomeriggio, e non senza fatica seguiamo il sentiero urbano per il Castello Arechi: da qui una piacevole vista sul golfo di Salerno mette in mostra la cupola di maioliche della Cattedrale. Ad andare a vedere da vicino, il bello non è il tetto, ma la cripta. La proporzione di marmi e colonnati, i soffitti affrescati con le scene del Vangelo di Matteo patrono della città ci tolgono il fiato. Le cripta custodisce le reliquie del patrono e di altri santi. Imperdibile la pizza da Sorbillo: scopriremo solo più avanti che per noi è stata la più buona di tutta la vacanza, forse per la sua pasta digeribilissima.

Secondo giorno: si inizia a camminare

Partenza da Corpo di Cava

La strada che dalla Badia porta all’attacco del sentiero 300 : già ci piace!

Ci sentiamo un po’ Harry Potter quando alla stazione dobbiamo prendere il treno dal binario 1ter per Napoli Campi Flegrei, ma nessuna magia: il binario c’è, solo un po’ nascosto. Scendiamo a Cava de’ Tirreni, dove davanti alla stazione aspettiamo un po’ il bus 61 che ci porta alla vera partenza, a Corpo di Cava. Il bus è piccolino e tutti si salutano per nome, a noi sorridono.

E finalmente iniziamo a camminare. La prima tappa sarà il Santuario dell’Avvocata, meta di tante gite della giornata: il bus ci ha lasciati alla Badia dei Benedettini della SS. Trinità di Cava , da dove parte il sentiero dell’Alta Via dei Monti Lattari, il numero 300.

Il Santuario dell’Avvocata è eretto sul monte Falerzio a picco su una parete rocciosa. E’ meta di molte escursioni in giornata. E’ domenica, forse per questo incontriamo tante persone che salgono, alla faccia di chi crede che al sud si dedichino solo alla cucina e al calcio. Una cosa salta subito all’occhio dell’escursionista piemontese: le tante nicchie con candele, madonnine e immagini sacre. Sarà che questo sentiero porta a un santuario? Sarà, ma ci succederà anche nei giorni a seguire, dove di santuari non ce ne sono, di incontrare nicchie di preghiera e altari a lato dei sentieri: la religiosità qui è molto sentita

Santuario dell'Avvocata

Veduta del Santuario dell’Avvocata scendendo verso Minori.

Dal santuario scendiamo lungo il sentiero 307, qui ci accorgiamo che oltre agli escursionisti ci sono anche i cacciatori, quindi anche i cinghiali. Questi ultimi però sono pochi: molti sono morti o sono scappati durante gli incendi che hanno devastato la zona l’estate scorsa.
Il sentiero è tutt’altro che semplice e la discesa si conclude presto nel paese di Maiori, casualmente di fronte ad una pasticceria. Ecco qui le prime sfogliatelle che costituiranno il nostro pranzo in riva al mare. Chi si regala un tuffo, chi una pennica, ma senza pause troppo lunghe: oggi di chilometri da fare ne abbiamo.
Dal centro di Maiori inizia il Sentiero dei Limoni, una strada quasi completamente lastricata e ben scalinata che porta a Minori. Qui non è raro vedere ancora i muli che trasportano le sporte, ricordo di quello che il sentiero originariamente era: una via commerciale per la distribuzione dei limoni.

Un bel gioco dura poco, infatti il sentiero non porta via più di un’ora, un’ora in cui sei lì sospeso tra i terrazzamenti di limoni e ulivi. Un foglio affisso ad un palo richiama il gruppo facebook del sentiero, riportando versi di Goethe…

 

Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?

 

Brillano tra le foglie cupe le arance d’oro,

 

Una brezza lieve dal cielo azzurro spira,

 

Il mirto è immobile, alto è l’alloro!

 

Lo conosci tu? Laggiù! Laggiù!

 

O amato mio, con te vorrei andare!

 

(J.W. Goethe)

Il trekking scopre la magica Valle delle Ferriere e percorre il sentiero degli dei per poi concludersi, sette giorni dopo a Sorrento.

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