La Val Formazza, sopra Domodossola, non solo vanta attrazioni d’alta quota, quali la Punta Arbola o il Basodino, ma è anche interessante nel fondo valle: orridi, cascate, terme.

La discreta distanza da Torino, due ore abbondanti in auto, suggerisce di sfruttare un fine settimana di inizio maggio un’uscita di due giorni: noi scegliamo il 25 aprile e ci aggiungiamo un giorno perché il meteo ci consiglia così.

Usciamo dalla Statale 33 del Sempione a Crodo e ci addentriamo in una valle che sono due. La parte inferiore è la Valle Antigorio, con i comuni di Premia, Baceno, Crodo e altri piccoli villaggi distribuiti su terrazze ben esposte al sole. La parte superiore è la Valle Formazza che dopo un tratto molto stretto e incassato si apre in un vasto altipiano sormontato da alte montagne: la nostra vera meta. Sono due valli divise storicamente, culturalmente e etnicamente: l’Antigorio, romanza e latina, la Formazza walser e tedesca. Entrambe meritano una visita.
– “Crodo, ma sarà qui che fanno il Crodino?”

L’uomo  mi guarda con la solita faccia del “L’ha detta la cazzata” ma il sorriso maligno si gela quando alla nostra sinistra ci da il benvenuto una grande fabbrica con le insegne della famosa bevanda.

Crodino

L’intuito femminile spesso salva dall’ignoranza: le acque di Crodo vantano proprietà salutistiche tali da costituire inizialmente stabilimenti termali e a metà ‘900 una vera e propria industria di acque minerali e bibite, tra cui l’analcolico biondo che fa impazzire il mondo. Diventato proprietà Campari, è stato recentemente venduto ai danesi della Ceres (Royal Unibrew): per il momento la produzione avviene ancora a Crodo…

Seguiamo le indicazioni per la Valle Antigorio e siamo alla prima tappa: gli orridi. Si tratta di una zona di erosioni fluvio-glaciali note appunto come “orridi”. Sono distribuiti tra Premia, Baveno e Crodo ma quelli più famosi si concentrano nella zona di Uriezzo.

Il Toce e il torrente Devero confluiscono qui dopo aver superato e  inciso due gradini glaciali. Fiumi e ghiacciai hanno lasciato sulle rocce della zona segni tanto evidenti quanto rari.
La peculiarità degli Orridi di Uriezzo consiste proprio nel fatto che il torrente che li ha modellati ora non percorre più queste strette incisioni, quindi è possibile camminare facilmente tra le varie incisioni. Il percorso è turistico, con scale in metallo dove necessaio.

Chiesa Parrocchiale di Baceno

Noi abbiamo scelto l’itinerario da Baceno, parcheggiando comodamente davanti alla bella chiesa parrocchiale, ma ci sono anche altri punti di partenza. Vi consigliamo di consultare il sito della comunità montana delle Valli dell’Ossola. Il percorso è principalmente pianeggiante ma lo stesso non si può dire della chiesa: entrare per credere!

La larga mulattiera che conduce agli orridi si districa tra casette in pietra e legno che ben si combinano con il verde dei prati e i colori dei fiori: Heidi potrebbe affacciarsi da un momento all’altro. Il percorso diventa sentiero per brevi tratti per poi incrociare un’ampia strada sterrata, frequentata da mountain bike e merenderos.

Orrido di Uriezzo

Evidenti cartelli indicano le attrazioni principali. Una deviazione prima del ponte porta all’Orrido Sud, il più lungo, quasi 250 metri nel fresco della roccia: che bella sensazione deve essere d’estate! Ci intrufoliamo negli armoniosi spazi che l’acqua e il ghiaccio hanno creato  per poi riemergere alla luce. No, non è una grotta, sono solo corridoi tra le rocce: come i labirinti per i bambini, solo che non siamo bambini.

Marmitte dei giganti

Marmitte dei giganti

Seguiamo le indicazioni fino alle Marmitte dei Giganti. Certo, un bel nome ma quando vai a fare il bagno al Sangonetto è la stessa cosa: pietre levigate dall’acqua, con scivoli e salti. Forse qui devo ammettere che sono un po’ più grandine…

La visita, fatta con calma, non ha richiesto più di tre ore: ci rimane dunque il tempo di seguire la strada fino in fondo, arrivando ai 1650 metri di quota dove ci aspetta la Cascata del Toce, una delle più belle delle Alpi. Il compositore Richard Wagner la giudicò “di una bellezza non superabile”.

Cascata del Toce

Attualmente per gran parte dell’anno la cascata scorre a portata ridotta a beneficio delle centrali idroelettriche a valle ma in occasione di feste patronali o avvenimenti importanti viene “liberata” e tutti godono del fragore e dello spettacolo che l’acqua crea lungo i 143 metri della cascata.

L’orrendo edificio giallo che vedevamo da lontano non è poi così male da vicino: e’ un albergo del 1863 conservato con stile all’interno, sa di antico, sa di buono. Però quel giallo…

Ci gustiamo panorama e panini e scendiamo per prendere la seggiovia di Valdo: la vacanza continua in quota.

Val Formazza secondo giorno: Punta Arbola ti Premia con le terme