Da un paio di anni ho scoperto di festeggiare il compleanno lo stesso giorno in cui lo festeggia la simpatica nonna di un amico. I maligni penseranno “magari siete anche coetanee”, invece no! Lei mi supera, anzi quest’anno mi ha proprio doppiato: 51 per me, 102 per lei.
Quello che impressiona però, è che è più allenata lei di me. Mentre io con i primi caldi riduco gli accessi in palestra, lei rigorosa, tutti i giorni esegue la sua fitness routine.
Vive da sola. Si sveglia, fa i suoi esercizi alla sbarra montata nel corridoio di casa. Non per dovere. Per ricordare al corpo che è ancora in viaggio. (Questo ci spiega la nipote Ivana su Facebook)
Afferra saldamente il mancorrente che l’aiuta a mantenere l’equilibrio e hop, inizia il suo workout. Qualche passetto di riscaldamento per la mobilità delle caviglie, dieci spostamenti laterali, dieci rotazioni a destra e altrettante a sinistra. Le conta, da sola. Le hanno registrato un video a sua insaputa e la prima cosa che salta all’occhio, dopo la tenuta non esattamente sportiva, è che passa da un esercizio all’altro senza esitazioni. Senza pause, ma con calma. Non la vedi vagare con il pensiero cercando il prossimo esercizio, lei sa qual è. Lei… Io invece o leggo la scheda in palestra o col cavolo che mi ricordo se ora tocca agli addominali o agli squat. Dopo i primi minuti di riscaldamento ecco che inizia la parte HIIT, ad alta intensità: flette una gamba, dieci volte. Poi l’altra, poi alternate. Dritta come un fuso, concentrata.
Per ricordare al corpo che è ancora in viaggio.
Mentre la guardo sorrido e mi ricordo di quando ero ragazzina e “oggi viene Petiti!”, giovane fisioterapista alle prime armi, armato di materassino, che arrivava a casa a far fare esercizi a mia nonna, all’epoca settantacinquenne. Veniva apposta, solo ogni tanto, per la sciatica. Far ginnastica non era tra le abitudini delle donne di casa.
E non serve andare molto indietro negli anni, per ricordare quanto ho dovuto insistere affinché mia madre, pimpante ottantenne tutt’altro che sedentaria, provasse a risolvere i problemi di cervicale con gli esercizi. Forse la difficoltà non era tanto all’inizio, quando aveva talmente male che avrebbe tentato anche il bunjee jumping le avessero detto che funzionava, quanto dopo, quando ormai aveva risolto e doveva solo mantenere. È stata una vera fortuna trovare Studio Evolution Giaveno: un centro vicino a casa, che può raggiungere in pochi minuti mentre torna dal mercato o mentre va dal panettiere, che non rubi troppo tempo alle faccende. Con un’ora di esercizio la settimana, perseverando per mesi è riuscita a togliersi quell’orrendo blocco alla cervicale che le impediva di sorridere. Eppure, appena ha occasione non ci va: “Eh ma cosa ci vado adesso che tra tre settimane andiamo via?” In tre settimane hai tempo a morire mamma, quindi hai anche tempo a fare ginnastica. Eccheccazzo, perché per preparare cena al marito trova sempre tempo e per prendersi cura di se stessa no? Forse che nonna Beatrice che fa la sua routine del mattino con cotanta regolarità è vedova?
Parliamo solo degli “anziani” pigri? Non credo. Non sono pochi i cinquantenni che rimangono bloccati con la schiena, che non riescono a scendere le scale o che hanno problemi anche solo a camminare: sono ben lontani dall’età di nonna Beatrice, ma a far ginnastica non ci provano. Ma perché?
Non sono un’ottima testimonial: predico che lo sport fa bene, ma mi spacco sempre qualcosa. Le amiche non si fidano. “Tu sei fanatica” mi dicono, poi però rinunciano a un concerto perché ci sono le scale, a un viaggio perché non riescono a camminare con il trolley, alle cene però ci sono sempre. E magari aspettano che un ortopedico di fama internazionale risolva i loro problemi, ma l’ortopedico con la bacchetta magica per una over cinquanta è come il principe azzurro con la carrozza per una ventenne: non esiste.
Tutte come nonna Beatrice!
Fonti utilizzate per scrivere questo articolo
Foto di copertina di Centre for Ageing Better su Pexels
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