Diario di un’estate in camper – quando la germania si ferma in svizzera

Ecco la prima avventura di questa estate. Lasciamo il camper alla stazione di Iselle, tutto strisce blu, ma ancora nessun parchimetro, per prendere il treno per Briga e da lì ritornare a piedi. Facile no? Non esattamente.

Passeggiata serale alla Stazione di Iselle – Trequera. Abbiamo tre buoni motivi per andare in missione: ci sono le toilette, ma su questo magari non ci dilunghiamo.Siamo curiosi del treno su cui si possono caricare le auto e anche i camper più o meno piccoli, ma soprattutto, al lato pratico vogliamo portarci avanti per domani con biglietto e controllo orari.

TreNO BLS Acquistare il biglietto

La biglietteria? Non esiste, ma siamo abituati, ormai è così in quasi tutte le stazioni, quindi cerchiamo la classica macchinetta, per scoprire che non esiste neanche lei. È in questi casi che inizia la ricerca del QR code con la soluzione a tutto. Infatti un cartello affisso in bacheca ci suggerisce di scaricare l’ennesima app o andare sul sito della compagnia BLS (https://www.bls.ch/it). Vista l’esperienza con l’app, consiglio di prenotare dal sito web. L’app è poco intuitiva, talmente poco intuitiva che ad oggi non ho ancoracapito se ho comprato un biglietto A/R solo per me, o due biglietti di solo andata per due e non lo saprò mai perchè il controllore non è mai passato e forse è meglio così.

Il camper sul treno iselle – brigA

La gita serale in stazione si è quindi rivelata inutile? Giammai: abbiamo avuto modo di assistere all’imbarco delle auto e di un camper sul treno “con trasporto veicoli”. Con quanto costa il gasolio adesso il dubbio è legittimo: superare il passo del sempione su quattro ruote o arrivare a Briga su due binari dentro un tunnel? Il gioco del treno costa 46 euro. Ognuno faccia i propri conti…

stockalperweg: si parte!

Il Barone Stokalper per agevolare i suo affari, ripristinò l’antica via del sale per il passo del Sempione, dotandola di ponti e rifugi per consentire il passaggio delle carovane anche in inverno. Eravamo nel 1600, ora il percorso è stato adattato al turismo, ma al turismo allenato, i dislivelli che collegano Briga a Domodossola sono significativi e non vale “Percorrerlo in discesa” perchè bisogna sempre e comunque salire al passo…

Essendo una traversata abbiamo due possibilità: partire da Iselle a piedi e prendere il treno da Briga a ritorno, allungandola un po’ ma rimanendo comunque sul percorso ufficiale oppure prendere il treno per arrivare a Briga per iniziare il trekking, completandolo a Gondo, dove un bus o un pollice alzato o, in caso di mala sorte, altri comodi 5 chilometri su sentiero ci avrebbero riportati al camper.

Scegliamo di toglierci l’impegno con il treno subito. Subito per modo di dire, perchè il treno ha 40 minuti buoni di ritardo, e perchè non si può non visitare il centro di Briga. Imperdibile il castello di Stockalper: qualcunque commercainte si sarebbe fatto una villa, il suo è più un castello, con tanto di torre. Al lato pratico: toilette aperte al pubblico, visita a pagamento, giardini piacevoli, edificio affascinante.

Il modesto castello del signor Stockalper

E da qui, partiamo con il trekking apprezzando ogni singola fontanella d’acqua che ci accompagna fino all’imbocco del sentiero, che in poche centinaia di metri si addentra nell’ombra del bosco, il fenomeno naturale più raro e amato in questa stagione, che sarà così gentile da tenerci compagnia fin quasi al passo. Infatti tutta la salita, di 1600 metri di dislivelli, si consuma sotto i 2000 metri del passo, dove la vegetazione è abbondante. Alcuni tratti risultano chiusi per frana, o almeno credo: il cartello è un tema in tedesco con poche immagini, a interpretazione sembra una chiusura per frana, ma ormai siamo qui, che fare? Proviamo. Non incontriamo particolari problemi, ma incontriamo un operaio che con la sua pesante camicia a quadri sbottonata solo per due bottoni sta sistemando un’area pic-nic lungo il sentiero. Interrompe volentieri il lavoro per chiederci, in Italiano stentato ma buono, da dove arriviamo e precisare che “Non potevate, il sentiero è chiuso. Li ho messi io i cartelli di divieto, non li avete visti?” Non infierisce sulle nostre maldestre giustificazioni chiosando con un sincero e apprezzato “No problema, se vi è andato tutto bene”. No problema, però magari aspettiamo il prossimo tavolino da pic-nic per fermarci e li lasciamo lavorare. Lo troviamo poco dopo, quando il bosco si apre su verdi pascoli e l’edificio di una vecchia taverna, offre occasione di sosta. Si narra che il fantasma dell’ostessa si senta ancora vagare nella notte: la sua anima non trova pace, colpevole di aver allungato il vino con l’acqua prima di servirlo ai clienti.

All’arrivo al Passo del Sempione, lo sguardo si apre davvero. Tutte le foto che non ha fatto in salita, l’uomo inizia a scattarle qui: le vette, l’aquila , la strada. L’uomo le sa tutte e me le insegna, un nome a ogni montagna: “Quello è il terrarossa Terrarossa, il Breithorn, il Matterhorn del Sempione…” e senti uno che urla divertito “il Toblerone!”, anche se quello era un altro Matterhorn: si dice che il popolare cioccolato debba la sua forma al Cervino, Matterhorn anche lui, ma in Val d’Aosta.

L’aquila del sempione sembra più aquila in foto che dal vivo

Niente camper, stasera si dorme all’ospizio. Ottima accoglienza: letti con lenzuola di cotone, sala con ping pong e calcio balilla, docce calde e nuovissime. Qui i preti non si vestono da preti. Hanno una casacca e sono molto socievoli. Uno anzianotto e parecchio acciaccato si occupa dell’accoglienza, ma non accetta pagamenti: quelli si fanno dopo cena, quando c’è di turno il collega gioaven e attento. Solo al momento del saldo mi sovviene che siamo extra-SEPA, fuori euro e avevo pure dei franchi svizzeri a casa ma non li ho presi, perchè ero convinta di partire per la Germania. Pirla. Ora, come funziona l’extra-euro? E chi se le ricorda le commissioni? Sul momento, quando il POS mi chiede se voglio pagare in euro o in franchi faccio la scelta peggiore: pago in euro, scoprendo solo dopo che la banca applica una conversione favorevolissima, a lei però. Pirla due volte.

stockalperweg – Dal passo del sempione a Gondo

Dopo un’ottima colazione partiamo per i nostri 20 Km di discesa. Qui incontriamo qualche paese, non solo bischi. Passiamo infatti da Simplon Dorf dove adocchio Latteria e Panetteria: il pane è talmente caro, che il formaggio costa quasi meno. Il mio corso di tedesco continua, imparando vocaboli che risulteranno utili nella vacanza: Dorf significa villaggio, Sennerei latteria, Bakerei panetteria. Ma ora guardiamo solo, torniamo poi a prenderli con il camper, infatti l’uomo nella discesa ha individua anche qualche ottima sistemazione bucolica per la notte.

forte di gondo

Solo camminando scopriamo che il percorso attraversa il forte di Gondo: non c’è una reception, non c’è personale, ma si entra proprio nei corridoi del forte per poi essere “sputati fuori” su una pietraia minacciosa: cartelli avvisano, anche in italiano, di attraversare in fretta. A occhio mi sembra più stabile delle pietraie dove finiamo di solito, ma seguiamo il consiglio e ci spicciamo.

Gole di Gondo

Il menu del pranzo non è gran chè, abbiamo solo più uova sode e pane vecchio per pranzo, ma ce li godiamo nelle belle quanto difficilmente raggiungibili Gole di Gondo: il sentiero non concede molti accessi al fiume, ma con un po’ di fantasia si riesce a scendere al fiume. I piedi ringraziano.

Gole di Gondo
Le gole di Gondo

Su comodo sentiero arriviamo al paese (il dorf per gli amici) e speriamo nell’autostop, perchè con il pullmann dovremmo aspettare ore. In pochi minuti otteniamo un passaggio: il nostro autista parla un italiano incomprensibile, forse perchè è tedesco, ma ci porta a destinazione, stazione di Iselle.

Speciale camper

Consegnati a domicilio dal nostro benefattore, constatiamo che il camper c’è ancora e non ha preso grandine nè multe. Nonostante le temperature e un inizio stagione con problemi tecnici il frigo ha tenuto: molto bene! Ormai sono 3 giorni che il camper è qui, parcheggiato perfettamente nelle righe di un parcheggio blu senza parcometro alla stazione di Iselle. Dopo le 9 di sera rimane solo lui, alle 6 del mattino è già circondato da auto: sembra non dare fastidio ai pendolari che al mattino corrono per prendere il treno e alla sera corrrono per andare a casa. Le toilette sono alla stazione, i bidoni per l’indifferenziata dall’altro lato della strada: meglio usare quelli che intasare il piccolo cestino del distributore automatico che c’è nel parcheggio, no?

Risaliamo verso il Sempione per andare a rilassarci un po’ e a dormire in un angolo magico a bordofiume e sul percorso fare scorta di formaggi alla sennerei.

Stockalperweg – approfondimenti

Un po’ di storia: https://www.distrettolaghi.it/it/esperienze/outdoor-natura/trekking/via-stockalper-stockalperweg

Descrizione del percorso: https://www.gulliver.it/itinerari/stockalperweg-da-gondo-a-brig/

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