Un libro al mese 2026
Se ce l’ho fatta per un anno, vuoi che non riesca a continuare? In questo mese di Gennaio, le giornate di meteo brutto e un’antipatica influenza intestinale stanno aiutando.
#Gennaio 2026
Ode a Cristina Cassar Scalia e alla sicilia
Dedichiamo il mese alla ritrovata Cristina Cassar Scalia. Ritrovata solo da me, perché io non la stavo più leggendo assiduamente, ma lei non se n’è accorta e ha continuato a pubblicare. La ringrazio per questo.
Un leggero Mandorla Amara ci porta a navigare verso Salina, nelle isole Eolie. Protagonista il vice questore Vanina Guarrasi che l’autrice ci ha presentato 10 romanzi fa, con l’indimenticabile Sabbia Nera, se ancora non l’hai letto, inizia da quello: il personaggio suscita subito rispetto e simpatia, esattamente in quest’ordine, se poi sei stato a Catania o nei Paesi Etnei ti sembrerà di tornarci, con tanto di degustazione di carne di cavallo.
Non paga, ho voluto continuare con un romanzo della stessa autrice ma che presenta un personaggio diverso, maschile questa volta, e non sono rimasta delusa. A differenza di molti gialli letti ultimamente, doin cui l’autore si perdeva in pagine e pagine di descrizione di tutta la squadra, qui Scalia ci fa conoscere tutti con i fatti, a conferma del dinamismo che mi ha sempre conquistata sulle sue pagine.
Incredibile come un autore possa scrivere due romanzi nello stesso anno, quando ci sono persone che in un anno faticano a leggere due libri…
#Febbraio 2026
Mi era venuta voglia di scrivere un libro dove le protagoniste non fossero esattamente giovani, magari over 50, con qualche accenno di menopausa. Dal momento che tutti vogliamo scrivere, senza neanche leggere, ho preferito vedere prima cosa avevano fatto gli altri, anzi le altre. Sono così caduta in un circolo di letture tanto banali quanto scontate, irrimediabilmente noiose da convincermi che no, forse non era un tema interessante su cui scrivere.
Alternando il secondo e il terzo diritto del lettore secondo Pennac, cioè la possibilità di saltare le pagina e quella di non finire un libro, sono riuscita a marcare come finiti tre titoli.
Se mi lasci fa male di Stefania Bertola
Questo non è il massimo, segnamocelo casomai la nostra dolce metà decidesse di lasciarci. Questo ironico vademecum del cuore spezzato, ci ricorda che rovinarsi la salute per un uomo non vale la pena, tanto lui comunque un’altra la troverà prima di noi, se già non l’ha trovata. In rigoroso ordine alfabetico, ogni capitolo è un tema fondamentale nella vita di una lasciata. Dalla A di Amica fino alla Z di Zia, si noti bene Zia, non zitella: “mettetevi i pattini a rotelle e uscite”. Dubito che “la lasciata”, come la definisce la Bertola, sia in grado di recepire i messaggi che l’autrice le vuole lanciare, almeno non a caldo, ma potrebbe essere un oggettivo aiuto, più di tanti pianti nel silenzio della nostra stanza. Una bicicletta con il cestino per andare a zonzo spensierate. Un abbonamento in palestra, ma per se stesse non per riconquistare lui, che tanto ormai ci conosce: non lo freghiamo più con le chiappe sode, lo sa il carattere balordo che abbiamo. Questi sono solo alcuni dei pratici consigli. In particolare aveva incontrato il mio interesse quando, come prima reazione suggeriva di godersi la ritrovata libertà indossando felpa e pinzone in casa. Su quella pagina, mi si è insinuato il dubbio che da anni l’abbigliamento domestico adottato stia mettendo in pericolo la mia stabilità sentimentale. Provvedo subito, e me ne ricordo per un paio di giorni, poi me ne sovviene nuovamente oggi, mentre scrivo questa recensione…
#MARZO 2026
Ci vediamo un giorno di questi di Federica Basso
Lentissimi i primi capitoli, medio lenti i seguenti. L’amica che ti salva dall’uomo “tossico” che non sai lasciare ci sta: sono sempre le amiche a salvarti, si sa ma non così, così non è proprio credibile. Come non sono credibili gli altri colpi di scena, ottimi per collegare una vicenda all’altra e allungare il brodo, ma non per conquistare il lettore e tenerlo lì incollato alle pagine. Tratta temi importanti, come l’imprenditoria femminile, l’amicizia, la genitorialità, la malattia ma senza approfondirli. Non ho apprezzato neanche le troppo abbondanti metafore con riferimenti strettamente contemporanei e come tali obsolete dopo sei mesi dalla stampa, marche incluse.
#APRILE 2026
LA PORTALETTERE di Francesca Giannone
Lungo la prima tappa del Cammino del Salento, un trekking di più giorni da Lecce a San Foca, siamo passati per Merine, frazione di Lizzanello. “Lizzanello”: l’ho già sentito, ma dove? Una fiction? Un film? No, un romanzo: Lizzanello è il paese in cui Francesca Giannone ha ambientato il suo bellissimo romanzo La Portalettere. Ispirato alla bisnonna dell’autrice, che negli anni trenta fu la prima donna portalettere del paese questo romanzo sprigiona energia e voglia di fare. La lettura più emozionante di quest’anno, per il momento.
#MAGGIO 2026
La robetta letta a Febbraio o Marzo è ormai un pallido ricordo, questo mese ho scelto un libro da pugno nello stomaco, non un romanzo, una storia vera: quella di Gisèle Pelicot. Purtroppo con il tempo dimentico i dettagli di quasi tutti i romanzi che leggo, anche i più avvincenti. Questo invece è troppo crudo per poter essere dimenticato. Gisèle è quella donna che ha avuto il coraggio di denunciare il marito che l’ha drogata e prostituita per anni, mentre lei era incosciente, drogata. “Ma come è possibile?” È quello che si chiedono tutti, mettendo in dubbio la buona fede della vittima. Sbagliano. Ogni donna, di qualunque età, dovrebbe leggerlo e anche ogni uomo. Grazie Gisèle.
#GIUGNO 2026
DIFFIDARE DELLE CUCINE PULITE. Storia di un grande amore di Elisa del mese
Conquistata dal titolo e dalle prime 50 pagine. Poi la storia si fa ben più lenta e ripetitiva. Non saprei dire se rientra nel genere romance o no, ma tutto il romanzo è incentrato, senza particolari colpi di scena, su una storia d’amore ormai finita. Una palla.
A salvarmi il mese ci pensa lei, una garanzia: Cristina Cassar Scalia.
Le terme dell’indirizzo Cristina Cassar Scalia
Ma quanto scrive questa donna? Tanto e per questo la ringrazio. Come al solito consumo le pagine in pochi giorni e ringrazio Vanina, per le serate passate insieme.
#LUGLIO 2026
IL treno dei bambini di Viola Ardone
Una trasferta in treno, una collega legge un libro dal titolo apparentemente in tema “Il treno dei bambini”. Non conosco l’autrice, Viola Ardone, ma non me ne stupisco, sono talmente tante ormai che mica puoi conoscerle tutte. Me lo segno, ma mi sembra un pelino troppo impegnativo. Un’amica mesi dopo me lo nomina, quella stessa amica che mi aveva consigliato La Portalettere e allora bisogna proprio leggerlo.
Nel dopoguerra, alcuni bambini del sud venivano ospitati da famiglie del nord affinché la loro infanzia fosse meno sofferta, economicamente. Succedeva davvero, queste pagine portano il lettore a quei tempi, con quei bambini.
#AGOSTO 2026
TUttA LA VITA che RESTA di Roberta Recchia
Chi è questa Recchia? Mai sentita. I vari gruppi facebook parlano del suo romanzo, che scopro essere già tradotto in più lingue, quindi proprio una sconosciuta non deve essere neanche questa… Ha vinto numerosi premi e ora capisco il perché: un romanzo emozionante, attuale, complicato. Le cose non dette all’interno di una famiglia creano sempre più di un problema e questa amara storia non fa eccezione. Protagoniste sono tre generazioni di donne, accompagnate dai rispettivi uomini. Questi ultimi talvolta sono figure positive e fondamentali, altre stereotipi di passaggio. Sì, leggerò altri romanzi di questa scrittrice, ma nel frattempo cercherò qualcosa scritto da un uomo, nel rispetto delle quote azzurre: si accettano consigli.
#SETTEMBRE 2026
In lettura in questi giorni l’ultimo di Barbara Perna: