#Febbraio 2026
Volevo una lettura leggera, contemporanea. Qualcosa che parlasse di vita di tutti i giorni, magari femminile, dove le protagoniste non fossero esattamente giovani, magari over 50, con qualche accenno di menopausa. Se ne conoscete di belli, segnalatemeli perchè da sola non me la sono cavata bene…
Alternando il secondo e il terzo diritto del lettore secondo Pennac, cioè la possibilità di saltare le pagina e quella di non finire un libro, sono riuscita a marcare come finiti tre titoli.
Se mi lasci fa male di Stefania Bertola
Questo non è il massimo, segnamocelo casomai la nostra dolce metà decidesse di lasciarci. Questo ironico vademecum del cuore spezzato, ci ricorda che rovinarsi la salute per un uomo non vale la pena, tanto lui comunque un’altra la troverà prima di noi, se già non l’ha trovata. In rigoroso ordine alfabetico, ogni capitolo è un tema fondamentale nella vita di una lasciata. Dalla A di Amica fino alla Z di Zia, si noti bene Zia, non zitella: “mettetevi i pattini a rotelle e uscite”. Dubito che “la lasciata”, come la definisce la Bertola, sia in grado di recepire i messaggi che l’autrice le vuole lanciare, almeno non a caldo, ma potrebbe essere un oggettivo aiuto, più di tanti pianti nel silenzio della nostra stanza. Una bicicletta con il cestino per andare a zonzo spensierate. Un abbonamento in palestra, ma per sè stesse non per riconquistare lui, che tanto ormai ci conosce: non lo freghiamo più con le chiappe sode, lo sa il carattere balordo che abbiamo. Questi sono solo alcuni dei pratici consigli. In particolare aveva incontrato il mio interesse quando, come prima reazione suggeriva di godersi la ritrovata libertà indossando felpa e pinzone in casa. Su quelal pagina, mi si è insinuato il dubbio che da anni l’abbigliamento domestico adottato stia mettendo in pericolo la mia stabilità sentimentale. Provvedo subito, e me ne ricordo per un paio di giorni, poi me ne sovviene nuovamente oggi, mentre scrivo questa recensione…
Ci vediamo un giorno di questi di Federica Basso
Lentissimi i primi capitoli, medio lenti i seguenti. L’amica che ti salva dall’uomo “tossico” che non sai lasciare ci sta: sono sempre le amiche a salvarti, si sa ma non così, così non è proprio credibile. Come non sono credibili gli altri colpi di scena, ottimi per collegare una vicenda all’altra e allungare il brodo, ma non per conquistare il lettore e tenerlo lì incollato alle pagine. Tratta temi importanti, come l’imprenditoria femminile, l’amicizia, la genitorialità, la malattia ma senza approfondirli. Non ho apprezzato neanche le troppo abbondanti metafore con riferimenti strettamente contemporanei e come tali obsolete dopo sei mesi dalla stampa, marche incluse.
Nega Ridi Ama – Diario tragicomico di una menopausa di Rossella boriosi
Molta stima (devo scrivere così, ma si tratta beceramente di “invidia”) per chi inizia scrivendo blog e poi pubblica un romanzo. Però preferivo il blog. Vi appassiona forse se siete sulla cinquantina e avete sfornato figli in abbondante quantità, io non l’ho finito.
Suggerimenti sul tema? Scrivimeli in mail a randagia@randagiconmeta.com o nei commenti, grazie!