Ammettilo: ci hai provato, ma non fa per te. Nonostante madre e amiche siano prodighe di consigli, il periodo “ora imparo a cucinare” ha avuto sì un inizio nella tua vita ma anche una fine, poco dopo peraltro. Non è che non hai imparato, è che non ti appassiona. Nonostante le voci: “Ti appassionerebbe se lo facessi con amore, non per te ma per un altro, ad esempio!” Come quando spignatti per tre ore e “un altro” sbafa tutto in dieci minuti? No, non ti convince. Quando invece si tratta di cambusare, è diverso.
Cambusare
Cambusare non è solo cucinare: è allestire la sopravvivenza, tipicamente per te e per “un altro” che sbafa tutto in dieci minuti. Puoi “cambusare” per una vacanza in camper, per un weekend in montagna, per una settimana in campeggio ed è molto più divertente del semplice “cucinare”. Dedichi tempo a stilare liste, fare la spesa e anche a preparare i pasti, ma non è come cucinare. C’è una finalità che non è la sola pancia piena e satolla dei commensali: serve a godere appieno del posto dove stai andando, senza impazzire a cercare un ristorante che abbia posto per voi, senza aver bisogno di un albergo che offra la colazione a orari compatibili, senza dover chiedere i panini per il pranzo o ancora peggio cercare un bar (o un rifugio, considerate le tue frequentazioni). Il 99,999% dei quattro che stanno leggendo questo articolo si chiederà “Ma è scema questa?”. Andare al ristorante è il bello della vacanza, per non parlare di quei buffet degli alberghi che ci puoi stare tre ore e ancora non hai assaggiato tutto. Vero, ma quella è la loro vacanza, non la tua.
Nella tua vacanza si parte al mattino presto per un’escursione zaino in spalla, un giro in bici o un’uscita in canoa e si torna nel tardo pomeriggio, sfatti ma soddisfatti e sicuramente affamati. Dove lo trovi un ristorante che ti serva cena al più tardi alle 19? E anche fosse, ha posto? E quanti alberghi allestiscono il loro meraviglioso buffet alle 6 del mattino? Dopo un po’ di fallimenti e delusioni, anche tu, un tempo amante di ristoranti e buffet, ti sei dovuta convertire all’idea che la cambusa è l’unica salvezza.
Aprile 2026. Sabato, gita di scialpinismo in Valsavaranche. E domenica? Si vedrà, forse rimanete in Val d’Aosta, forse no. In auto, oltre agli sci, anche l’occorrente per star via una notte e farsi un giro a piedi il giorno dopo, meteo permettendo. È la prima cambusa di stagione, quindi inevitabilmente dimenticherai qualcosa.
Per stare via una notte in un appartamento camera e cucina non devi avere molto, perché di solito l’essenziale in cucina già c’è: gli alimenti no, ma le stoviglie sì. Quindi ti serve:
VIVERI per weekend fuori porta
- Pane per cena, colazione e panini. Non è detto che tu trovi una panetteria tutti i giorni quindi o sei abbondante o conta su cracker e taralli.
- Per la cena: una cena, appunto. Può essere una pasta ripiena da condire semplicemente con burro e parmigiano (ma in questo caso il parmigiano non lo avresti dovuto dimenticare). Se fa caldo valgono le insalate di riso con millemila ingredienti. Un arrosto già tagliato a fette con il suo sughino è un lusso che avrei potuto imparare da mia madre, ma d’estate anche la carne cruda alla piemontese va bene. Evita le torte salate, a meno che non siano buonissime fredde: non sempre trovi da scaldarle. Insalata già lavata o della verdura cotta. Probabilmente asparagi scottati al vapore, vista la stagione.
- Per la colazione: tè, caffè solubile o caffè vero con la moka che chi lo sa se la trovi, latte, yogurt, cereali, marmellata barattolo normale ma ancora chiuso. Miele in barattolino mignon rubato in albergo nella trasferta di lavoro o guadagnato in bustina monodose al bar, tanto tu il caffè lo bevi.
- Per i panini: qui si apre un mondo, quello dei panini gourmet. Sarà anche vero che non ti piace cucinare, ma i panini sono un’altra storia. Comunque, per un weekend è semplice: prendi il pane arabo, che rimane morbido a vita, anche dopo un mese dimenticato in credenza. Porti dell’affettato da casa, la fontina la prenderai in loco, c’è l’imbarazzo della scelta ma per non rischiare, un tocco di toma da casa portatelo. Maionese, hummus di ceci o patè di olive ci stanno bene. E poi alluminio o apepak, se no dove li metti?
- Tovaglia, canovaccio, spugnetta detersivo, accendino. Coltello, Forchetta, Cucchiaio, Cucchiaino. Tovaglioli o Scottex. Alluminio o Apepak.
Vogliamo dire anche cosa hai dimenticato? No dai, scopriamolo.
Weekend in val d’aosta
Dopo la bella gita sugli sci, vi sedete al sole, a mangiare, a bere e a controllare il meteo e il da farsi: brutto ma non bruttissimo, piuttosto che una giornata grigia a Torino, meglio una in Val d’Aosta no? L’uomo non è convinto “Mah, solo se trovi camera e cucina sotto i 70 euro”. Sotto i 70 in Val d’Aosta è come dire NO senza dire NO. E invece Booking stupisce e ci trova VistaStelle: un appartamento con cucina sulle colline di Aosta: non sarà Valgrisanche, non sarà Valsavaranche, ma sempre Val è.
Il sole sta calando mentre l’uomo rimane sul terrazzo a programmare la gita di domani: siamo a Senin, partiamo da Senin. Farete il sentiero del Ru Prevot e del Ru Souverou che, seguendo quello che definiscono un canale irriguo medievale ma che a te sembrerà semplicemente una bialera, vi porterà fino al castello di Quart e al Monastero.

“Allora metto su l’acqua per la pasta!” ed ecco il primo problema: il gas c’è, ma l’accendi gas no. Cerca di qua cerca di là non escono né fiammiferi né accendino e voi non fumate. Ci sono poche persone a Senin, ma per fortuna uno di loro fuma e lo fa sul balcone: “Ci presta un accendino fino a domattina?” (accendino aggiunto alla lista, ndr)
E ora come apparecchiamo? Non abbiamo la tovaglia. Un asciugamano si presta. (tovaglia aggiunta alla lista, ndr)
Sentiero del Ru Prevot e Ru Souverou
È bellissimo quando puoi partire per una gita dalla porta di casa, bastano due passi in paese per raggiungere i sentieri. La descrizione del Ru Prevot parla di un canale irriguo costruito nel medioevo e ancora in uso: e dire che ti era sembrata semplicemente una bialera! Il percorso abbraccia anche il sentiero balteo, attraversa boschi, incontra fioriture, vigne e l’immancabile panchina gigante. Manca il sole, ma si sapeva.


Randagia, che scrive per non dimenticare, ma…