Breaking news: hai dieci giorni liberi a partire dal 1 Maggio, che fai? Le idee sono tante ma una vince: il Cammino del Salento. Perché è la stagione perfetta: fioriture in campagna e bagni in mare. D’estate non sapresti apprezzare, tu che hai quel sorriso che si spegne quando raggiunge i 27 gradi e d’inverno non tollereresti di andare al mare senza fare il bagno.

L’uomo scarica tracce GPX, guarda video e impartisce indicazioni: “Neanche servono i bastoncini, è tutto in piano. Sono 25 chilometri al giorno, ce li mangiamo. C’è il Passaporto del Pellegrino, riesci a capire se ci serve?”. Per voi è un trekking non un cammino, siete escursionisti non pellegrini: lasci la parte emozionale-meditativa a chi la sa apprezzare e ti godi i panorami. Hai un po’ il debole per i trekking sul mare: hai amato Capraia, il Sentiero dei Doganieri in Corsica, la Costiera Amalfitana e non ti mancano altre idee per un trekking al mare ma quest’anno tocca al Salento, finalmente.

come preparere il cammino del salento

Tecnicamente non presenta nessuna difficoltà per te: 25 km al giorno, tutto pianeggiante, qualche frana può disturbare il percorso qua e là, ma cosa vuoi che sia? I bastoncini li porti perchè le tue ginocchia vogliono così: escludi di arrivarci in aereo se no ti tocca imbarcarli in stiva. Treno quindi: da quant’è che non viaggi in treno? Tanto, per questo non sai che le offerte me&you si prendono con 4 giorni di anticipo. E infatti non le prendi, non per l’andata almeno.

Si tratta di un trekking di lusso: non si dorme nei rifugi, ma negli alberghi. Non ti devi portare asciugamani e sacco lenzuolo, troverai tutto lì. Ti devi portare solo quello che serve per camminare e per fare il bagno. E quello zainettino ultraleggero pieghevole per uscire la sera o fare la turista, quello che hai usato in Patagonia e poi mai più.

Come funzioni il Passaporto del Pellegrino ancora non ti è chiaro. Non sei una fan dei timbri, l’idea di pagare per avere un libretto da portarti nello zaino con le istruzioni del caso, i punti acqua, ristoranti e hotel convenzionati non ti entusiasma. Non riesci a capire quanti siano questi hotel e quanto siano convenzionati. Per acquistare il famoso passaporto a Lecce dovresti andare a dormire in un ostello che costa più di un appartamento ed è lontano dalla partenza del cammino, Porta Napoli. Rinunci.

Non hai difficoltà a trovare il gruppo Facebook dedicato all’impresa: Cammino del Salento (fai da te) . Cerchi sempre i gruppi prima di ogni viaggio, ti danno un’idea della situazione che troverai e delle principali difficoltà…

Trasporti pubblici

Uno dei contributori più assidui del gruppo è un ragazzo dei taxi NCC, che tutti i camminatori sembrano conoscere e apprezzare. Già perchè a tutti piace camminare, ma poi bisogna tornare a casa… In bassa stagione potrebbe non essere facile. I bus di “Salento in bus” non accendono i motori prima di giugno, Ferrovie del sid est non offrono tantissime corse, spesso sono solo quelli “scolastici” con orari che noi scialpinisti, abituati alle sveglie illegali, accettiamo (partitremo alle 6 del mattino da Santa Maria di Leuca per cogliere l’unico bus di giornata), ma potrebbero non piacere a tutti.

Molti sconsigliano il primo tratto della tappa iniziale Lecce – San Foca, suggerendo di partire da Acaja per evitare la passeggiatina di 10 chilometri nella periferia leccese. Qualcuno vuole fare solo mare e prende già il primo taxi fino a San Foca. La tentazione di tagliare la periferia l’hai avuta anche tu, ma è scemata appena ti sei resa conto che tu inizi una domenica e alla domenica il bus non c’è. Bon: percorso integrale.

Prenotare o non prenotare?

Altro che bassa stagione, nel Gruppo Facebook ogni dieci minuti qualcuno scrive che sta partendo o prenotando! E tu? Non hai idea se rispetterete le cinque tappe, se le allungherete o accorcerete: tentate la fortuna e non prenotate. Ricordati la carta di credito però, questa è una scelta che potrebbe costarti cara. L’uomo porta il telo termico: dormire in spiaggia potrebbe essere l’alternativa…

cambusiera trekking

Come cambusiera hai poco da fare a questo giro: vai in Salento, meglio che compri là, no? Un’insalata di riso in contenitori reciclati dalla gastronomia (così li butti via e non ti tieni il peso) per il pranzo da consumare in treno. A Lecce avete preso un appartamento, quindi aggiungi due panini con la marmellata e bustine di the e zucchero per la colazione (il pasticciotto dovrà aspettare!). Mettine ancora due con la frittata per finire gli avanzi di casa così hai il pranzo del primo giorno (e anche la puccia aspetterà). Un paio di barrette e una busta di cereali per le emergenze. Alla prima occasione acchiapperai i taralli da tenere nello zaino. Fine.

Acqua. Almeno due litri in bottigliette da mezzo da ricaricare ad ogni occasione, non sembra che laggiù le fontane si trovino facilmente come in Val d’Aosta.

Randagia, che quando lo scoprirà, vi dirà cosa ha dimenticato di preparare…

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