Non abbiamo mai riservato a questo trekking il tempo che merita, cioè sette giorni. Abbiamo preferito, vista la vicinanza a Torino, fare puntatine da 3-4 giorni, di solito al ponte del 2 Giugno.

2 Giugno 2025: Da Mentone a Dolceacqua: andata in auto fino a Ventimiglia e treno Ventimiglia-Mentone; ritorno Dolceacqua-Ventimiglia in autostop, dopo aver atteso un pullmann che non sarebbe mai passato. Non ci sono bus nei festivi (e probabilmente neanche al sabato, adesso lo sappiamo)

2 Giugno 2026: Da Ventimiglia a Dolcedo: andata in auto fino a Imperia e treno Imperia-Ventimiglia; ritorno Dolcedo-Ventimiglia in autostop (per la solita storia che i bus nei festivi, festeggiano…)

Sentirsi stranieri IN casa propria

Un uomo sta lavorando nell’orto, ci saluta, ci fissa “Ma siete italiani???”. Non ci credeva neanche lui: non ci sono italiani da queste parti, qui gli escursionisti sono solo tedeschi. E non siamo in un villaggio africano o uzbeko, siamo a San Romolo, sopra Arma di Taggia. Siamo qui da due giorni e non abbiamo ancora incontrato un escursionista che sia uno. La sera nei paesi i turisti ci sono, tutti biondi però. È il ponte del 2 giugno e siamo gli unici escursionisti italiani che percorrono il Sentiero Balcone o almeno siamo gli unici, indipendentemente dalla nazionalità, nella tratta da Dolceacqua a Dolcedo. Reduci da poco da Il cammino del salento, tutta questa solitudine ci disorienta: ma sappiamo bene dove andare, l’uomo è riuscito a mettere insieme la traccia GPX di questo tratto del percorso, dopo aver studiato le cartine che il gentilissimo Giovanni, unico ad aver inserito questo trekking su gulliver, ci ha prestato.

La segnaletica

Oltre alle classiche strisce bianche e rosse, che rimangono le più evidenti, spesso lungo la tratta ci sono anche le azzurro-bianco-azzurro che indicano, presumo, il sentiero balcone. A loro si aggiunge la minuscola ma onnipresente targetta del Sentiero Liguria:

In alcune zone l’erba cresce talmente tanto da rendere la segnalatica invisibile, o almeno supponiamo, perché appunto non l’abbiamo vista. Non me la sento di consigliare il percorso senza una buona cartina o traccia GPX.

Frutta a maroda

A fine maggio, non mancano nespole, ciliegie e prugne lungo tutto il percorso, in terreni più o meno privati. Se anche voi siete consapevoli che il gusto della frutta alla maroda, appena raccolta dalla pianta, non abbia paragoni, siete disposti a correre il rischio di ingoiarvi eventuali pesticidi e insulti dei proprietari ad ogni occasione che il percorso vi offrirà.

Foto di Burak Tonç su Unsplash
Foto di Burak Tonç su Unsplash

L’ospitalità ligure è rinomata e confermata: due contadini già in là con gli anni, chiacchierano appoggiati alla ringhiera delle loro proprietà, dove spicca un albero carico carico di cliegie. Ci vedono prendere qualche amerena, ma non è loro quindi non dicono nulla. Quando siamo vicini, sorridono, salutano e ci chiedono da dove arriviamo “uh, quanti chilometri” e tutte le solite cose. Al primo apprezzamento che facciamo sull’albero di ciliege eccolo che, anziano ma dai riflessi pronti, precisa che non se ne mangia una quest’anno, hanno tutte il verme. “È il caldo, han la bega”, lo spalleggia subito l’amico. Strano eh, tutte le ciliegie che abbiam assaggiato fin qui sanissime, solo questa pianta è così sfortunata da avere la mosca. Santa ospitalità ligure.

PS: Anche se non siete sabaudi, avrete intuito che marodè significa rubacchiare nei campi.

Le Pozze

È vero, si è lontani dal mare, ma non per questo non si possono fare i bagni. Ogni valle ha il suo torrente che offre ottime occasioni per un tuffo rinfrescante:

  • i laghetti del Barbaria a Rocchetta Nervina nelle tappe percorse l’anno scorso
  • il Nervia a Dolceacqua, anche se è un po’ in secca…
  • l’Armea consente un accesso comodissimo appena fuori dal centro di Ceriana, certo poi bisogna risalire, a qui è normale…
  • il torrente Argentina a Badalucco, con i ragazzini che percorrono le “rapide” sui salvagenti giganti
  • i laghi di Lecchiore che suggeriscono una meritata deviazione dal percorso poco prima di dolcedo, per provare un tuffo in un’acqua che i tedeschi definiscono “eiskalt” e non hai bisogno di capire il tedesco per sapere cosa significa…
Laghetti di Lecchiore (fonte tripadvisor in attesa delle nostre)

La Piaggio ha salvato interi paesi dallo spopolamento

I borghi attraversati dal sentiero sono unici in sè ma hanno alcune caratteristiche in comune tra loro. Tutti arroccati, coprono almeno 100 metri di quota tra la casa più bassa e la più alta del paese: fare due passi in Via Roma richiede sempre un buon allenamento. Le viuzze molto strette, con scalini larghi i bassi, i tipici “caruggi” non sono percorribili dalle auto, non dico dai suv, ma dalle auto in genere. C’è un mezzo invece che ce la fa, che riesce a destreggiarsi tra i caruggi con semplici manovre, che riesce a portarti a casa non solo la spesa ma anche il materiale per ristrutturartela la casa: è l’ape piaggio. Proprio mentre ammiriamo l’operazione di carico scarico di una lavatrice dal mezzo, il socio constata: “Ma ti rendi conto? La Piaggio ha salvato interi paesi dallo spopolamento, sulla Smart non ce la carichi una lavatrice”. I parcheggi in centro paese confermano la netta preferenza degli abitanti quanto a autovetture…

I parcheggi del centro di Ceriana confermano le preferenze locali quanto a autovetture…

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